Il fungo criniera di leone può trattare il diabete?

Il fungo criniera di leone può trattare il diabete?
Il fungo criniera di leone può trattare il diabete?
16 settembre 2024

Effetti antinfiammatori, antiossidanti e ipoglicemici. Il fungo criniera di leone (Hericium erinaceus) può essere efficace nel trattamento del diabete di tipo 2.

A evidenziarlo è uno studio scientifico pubblicato su ScienceDirect, che ha analizzato le proprietà di HEP-1: un polisaccaride isolato e composto da Hericium erinaceus.

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Fungo criniera di leone diabete

Il fungo criniera di leone per trattare il diabete di tipo 2: lo studio

"Il diabete è diventato una minaccia per la salute umana", si legge nell'introduzione dello studio. Questa malattia cronica infatti, colpisce sempre più persone.

Purtroppo però, i farmaci utilizzati di comune non si sono rivelati così efficaci e, "possono causare danni secondari al fegato, inducendo ulteriori complicazioni".

E "i disturbi della flora intestinale", come spiega la ricerca, "svolgono un ruolo cruciale nell'insorgenza e nello sviluppo del diabete di tipo 2".

Da qui parte l'intuizione dei ricercatori: sfruttare i polisaccaridi dei funghi medicinali. "Che hanno mostrato un'elevata attività biologica, che può - migliorare il microambiente intestinale".

I polisaccaridi di altri funghi infatti, hanno già "mostrato potenziali effetti antidiabetici, migliorando l'integrità della barriera intestinale e riducendo così l'infiammazione".

Di conseguenza," potrebbero essere utilizzati come prebiotici per alleviare malattie metaboliche come il diabete di tipo 2".

Gli effetti antifiabetici del fungo criniera di leone

I polisaccaridi del fungo criniera di leone (Hericium erinaceus) vantano "un'attività ipoglicemizzante - che può - proteggere la mucosa gastrointestinale e abbassare la glicemia e i lipidi nel sangue".

In particolare, lo studio "ha indagato il meccanismo di HEP-1 (polisaccaride isolato da Hericium erinaceus) sulla regolazione del metabolismo del glucosio e dei lipidi nel diabete di tipo 2".

I risultati? HEP-1 "aveva forti attività antinfiammatorie, antiossidanti e ipoglicemiche", hanno confermato i ricercatori. Dimostrandosi efficace nel trattare "lo squilibrio del metabolismo del glucosio e dei lipidi indotto dal diabete di tipo 2".

* Foto di Guido Blokker su Unsplash

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