CBD e allergie: i benefici che devi assolutamente sapere

CBD e allergie stagionali: i benefici che nessuno ti ha mai detto (e che devi sapere)
CBD e allergie stagionali: i benefici che nessuno ti ha mai detto (e che devi sapere)
23 maggio 2023

Le ore di luce aumentano. Le giornate si allungano. Gli alberi fioriscono. Infiniti profumi aleggiano nell'aria. La Natura lentamente si risveglia. La primavera è di certo una stagione bellissima, peccato porti con se anche alcune allergie.

Per molte persone infatti questo periodo dell'anno risulta particolarmente impegnativo. Tosse, starnuti, naso che cola, gonfiore e irritazioni sono solo alcuni dei sintomi più frequenti.

Il CBD è tra i rimedi naturali a cui molti guardano in questo periodo, per le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti che la ricerca gli attribuisce. Non è un farmaco e non sostituisce il parere del medico: vediamo cosa dicono gli studi e cosa raccontano le persone che lo usano.

CBD e allergia: 5 benefici

Cos'è l'allergia (spiegato semplice)

L'allergia è la risposta eccessiva del sistema immunitario al contatto con una sostanza considerata pericolosa (allergeni), come il polline, il pelo degli animali o alcuni alimenti.

Etichettando come minaccia delle sostanze solitamente innocue, il sistema immunitario reagisce in maniera anomala producendo degli anticorpi per difendersi.

Allergeni e anticorpi quindi si scontrano e da questa reazione immunitaria l'organismo libera dei mediatori chimici come l'istamina, il cui rilascio provoca i sintomi allergici.

Sintomi allergici: quali sono e come riconoscerli

Solo in Europa sono circa 60 milioni le persone che ne soffrono e la primavera, in caso di rinite allergica o allergia al polline, diventa una stagione particolarmente impegnativa.

I sintomi sono diversi e possono coinvolgere:

  • le basse vie aeree, con un respiro corto o affannoso
  • gli occhi, che possono arrossarsi, prudere o lacrimare
  • il naso, che può chiudersi tipo raffreddore
  • la pelle, che può arrossarsi e/o prudere
  • così come la gola, le labbra e la lingua che potrebbero irritarsi e gonfiarsi.

Come si tratta (solitamente) un'allergia

Nella maggior parte dei casi, a seconda della gravità, per trattare un'allergia vengono somministrati degli antistaminici. Farmaci utili per ridurre i sintomi a breve termine, che però in alcune persone possono portare effetti collaterali quali:

  • secchezza delle fauci
  • sonnolenza
  • giramenti di testa
  • nausea e vomito
  • vista annebbiata
  • senso di confusione

A lungo termine invece si procede con la desensibilizzazione: un'immunoterapia specifica che prevede la somministrazione graduale di allergeni con lo scopo di ridurre nel tempo la reattività dell'organismo.

È un percorso serio, da decidere con l'allergologo: dura dai 3 ai 5 anni, comporta un impegno economico non banale e la risposta cambia da persona a persona.

Affiancare dei rimedi naturali a quanto indicato dal medico è una strada che sempre più persone prendono in considerazione.

Tra questi il CBD, un cannabinoide molto studiato che non ha effetti psicoattivi, non genera dipendenza e il cui profilo di tollerabilità è descritto come favorevole dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

| Per approfondire: "Il CBD ha effetti collaterali? Facciamo chiarezza"

CBD e allergia: come può aiutare?

Vediamo su cosa si concentra la ricerca quando si parla di CBD e allergie stagionali, e perché è una delle alternative naturali di cui si discute di più. Con una premessa doverosa: sono studi preliminari, non una promessa di risultato.

CBD e sistema immunitario: il ruolo del sistema endocannabinoide

Il nostro sistema immunitario è strettamente connesso con il sistema endocannabinoide, che regola diversi processi fisiologici fondamentali come il controllo motorio, la memoria e l'apprendimento, la percezione del dolore e la regolazione dell’equilibrio energetico.

Al CBD viene attribuito un ruolo di “modulatore” del sistema endocannabinoide, che a sua volta è coinvolto nella risposta immunitaria e nei processi infiammatori.

È da qui che nasce l'interesse della ricerca per il legame tra equilibrio del sistema endocannabinoide e reazioni allergiche: un'ipotesi allo studio, non un effetto dimostrato.

CBD e istamina: cosa ha osservato la ricerca

Pubblicato nel 2005 sul Biochemical Journal, uno studio ha provato a comprendere il legame tra i recettori CB1 e i mastociti: cellule immunitarie che producono istamina, che, come spiegato precedentemente, è implicata nelle reazioni allergiche.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, i risultati hanno indicato che i recettori CB1 potrebbero regolare l'ipersensibilità del sistema immunitario. Come?

Gli autori dello studio hanno osservato che attivando i recettori CB1 si riduceva l'attività dei mastociti, abbassando così i livelli di istamina. Un risultato di laboratorio, ottenuto sui recettori e non sul CBD in quanto tale: la strada da percorrere è ancora lunga.

CBD per la pelle: perché se ne parla

Molte allergie possono colpire duramente la pelle, vittima di arrossamenti e pruriti. All'olio di CBD vengono attribuite proprietà lenitive e può essere applicato direttamente sulla zona interessata per dare sollievo alla pelle arrossata. Per le condizioni dermatologiche vere e proprie il riferimento resta il dermatologo.

Il CBD infatti si lega ai recettori CB1 e CB2 che tappezzano la cute: è il motivo per cui la cosmetica lo impiega per l’attività anti-age, per il controllo del sebo in eccesso e per il comfort generale della pelle.

I prodotti al CBD non sono farmaci e non sostituiscono il parere del medico. In caso di allergia, la terapia va concordata con il medico o con l'allergologo.

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