Cannabis droga di passaggio: le fake news dello spot del governo

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Più che contro la droga, lo spot del governo trasmesso alla Rai è un'attacco alla cannabis. E come gran parte delle notizie in tema mandate in onda dai mass media, è zeppo di fake news da smontare. 

Nelle scene infatti si vede un ragazzo, che, mentre rolla una canna, viene interrotto da uno più piccolo che gli suggerisce di fermarsi subito, perché "poi è un attimo che passi ad altre droghe". 

È l'ennesima volta che la cannabis viene descritta come ponte di mezzo tra le droghe leggere e le droghe pesanti. Ma non è così, assolutamente. La cannabis non è una sostanza che se consumata porta all'utilizzo di altre droghe, decisamente più letali, come cocaina e eroina, anzi. Sono numerosi gli studi scientifici che invece la indicano come soluzione valida per disintossicarsi. 

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La cannabis è una droga di passaggio? Cosa dice la scienza

L'idea che la cannabis sia una sostanza di passaggio nasce negli anni 30', nel pieno del proibizionismo in America, per criminalizzare quella pianta che da sempre ha accompagnato la storia dell'uomo, e che metteva alle strette gli affari dei colossi americani, perché una fonte sostenibile dai mille utilizzi. 

In particolare, i big della plastica, della carta, dei carburanti e della medicina si sono alleati sotto la guida di Harry Aslinger, fervente proibizionista e allora direttore del Bureau of Prohibition, per vietare la cannabis a favore del Dio denaro.

| Per approfondire: "La marijuana è una droga di passaggio, tutta la verità"

Per fortuna oggigiorno, con la crescente accettazione verso questa pianta, sono diversi gli studi che smentiscono la "teoria del passaggio". Uno dei primi fu condotto dagli studiosi della New York Academy of Medicine. Questa ricerca dichiara apertamente che “il consumo di marijuana non conduce ad una dipendenza da morfina, eroina, o cocaina. E sono estremamente rari i casi in cui l'abitudine di fumare marijuana è associata con la dipendenza da questi narcotici”.

Uno studio più recente, pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Medicine, è stato compiuto dall'Università del Colorado e dall'Università del Minnesota su 4mila gemelli: il 40% in uno Stato in cui è legale l’uso ricreativo della cannabis, il Colorado, e il 60% in cui non lo è, il Minnesota. 

Dopo aver annalizzato gli individui i due momenti separati: prima del 2013: anno in cui il Colorado ha legalizzato la cannabis, e dopo, il Dr. Christian Hopfer, coautore dello studio, ha concluso che “per quanto concerne l’utilizzo moderato di cannabis, che valeva per la maggior parte dei soggetti, la legalizzazione non sembra aumentare il rischio di disturbi da uso di sostanze“. 

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