Consiglio di Stato: il CBD Non è Stupefacente (Decreto Sospeso)

Consiglio di Stato: il CBD non è stupefacente
Consiglio di Stato: il CBD non è stupefacente
11 giugno 2026

Vittoria per la canapa in Italia. Con una pronuncia in via cautelare, il Consiglio di Stato ha sospeso nuovamente il provvedimento che inseriva il CBD nell'elenco dei farmaci stupefacenti (tabella dei medicinali, sezione B).

Questo cosa significa per il settore? La cannabis light è salva? Facciamo chiarezza.

CBD Consiglio di Stato

CBD stupefacente: la decisione del Consiglio di Stato

Era l'ottobre del 2020 quando l'ex Ministro della Salute Roberto Speranza decide di emanare il primo provvedimento volto ad inserire le composizioni di CBD per uso orale nell'elenco dei farmaci stupefacenti.

Provvedimento che aizza medici, pazienti, associazioni e operatori di settore, portando alla sospensione del decreto a fine ottobre 2020.

Passano appena tre anni però, e il decreto viene riproposto praticamente identico dal governo Meloni nel 2023. E come allora, nuovamente sospeso dal Tar, con la sentenza prevista a settembre di quell'anno.

I festeggiamenti però durano poco. Perché il governo, non contento, nell'estate 2024 emette un nuovo decreto con lo stesso obiettivo: inserire il CBD tra gli stupefacenti.

Decreto che alla fine entra in vigore. Ma le associazioni non si arrendono e fanno appello al Consiglio di Stato. Che lo ha sospeso in via cautelare.

Con la sentenza di merito prevista per il 7 maggio 2026.

Una piccola vittoria che (per ora) non basta

Il settore della canapa in Italia si trova in una situazione unica nel suo genere.

Perché se da un lato c'è il Consiglio di Stato che ha sospeso il decreto sul CBD, dall'altro lato c'è ancora il Decreto Sicurezza.

In particolare l'articolo 18, che inserisce nella Tabella II e considera stupefacenti le infiorescenze di canapa e i suoi derivati, anche se derivano da varietà certificate europee e con una percentuale minima di THC inferiore allo 0,2%.

C'è quindi un paradosso evidente. Che verrà sciolto una volta per tutte dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea: incaricata di chiarire se uno Stato membro, in questo caso l'Italia, può applicare delle restrizioni autonome sulla canapa oppure no.

Intanto festeggiamo la vittoria di oggi. E come sempre, vi terremo aggiornati.

| Per approfondire: "Fuori legge? L'Europa ha in mano il futuro della canapa in Italia" e il quadro completo nel nostro Decreto CBD orale: cosa cambia davvero (timeline 2026)

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